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Il Santuario è attualmente retto dai Carmelitani Scalzi della Provincia Veneta.

I Frati che nel 1912 giungono ad Adro sono eredi di una lunga storia. Essa ha avuto origine sul Monte Carmelo agli inizi del XIII secolo, quando il patriarca Alberto di Gerusalemme diede a un gruppo di eremiti latini una Regola che ha nel suo cuore il precetto della «preghiera continua»: «I fratelli restino nelle loro celle separate, giorno e notte meditando la Legge del Signore e vegliando in preghiera». L’esperienza eremitica sul Carmelo poté durare solo alcuni decenni, e si concluse, alla caduta del Regno Latino (1261), con una forzata migrazione di in Occidente. Qui i carmelitani tentarono di perseverare nella forma eremitica, ma furono ben presto costretti ad assimilarsi alle «fraternità mendicanti».

L’eremitismo restò comunque patrimonio spirituale proprio dell’Ordine, anche se inteso soprattutto come «eremitismo del cuore» e come dovere dei singoli religiosi di dare un posto privilegiato alla contemplazione. In particolare, l’icona dell’Annunciazione (la Vergine tutta impregnata dal mistero di Dio che la inabita) fu per i carmelitani quella che meglio esprimeva il senso e lo scopo della loro vocazione. Invece il radicamento popolare dell’Ordine avvenne attraverso la diffusione della «devozione mariana»: in particolare attraverso la «devozione dello Scapolare», metodo semplice per l’affidamento dei fedeli alla Madre della Misericordia che copre i suoi figli col suo abito santo.

Nel secolo XVI, S. Teresa d’Avila immagina il ritorno alla Regola primitiva recuperando l’originale vocazione eremitica in termini ecclesiali e sponsali. Alle carmelitane che volevano vivere da vere e proprie monache, la clausura era già stata imposta a partire dal 1452. Ma per Teresa, essa rappresenta il sacro isolamento della “camera nuziale” dove l’abbraccio sponsale accade tra la monaca – l’anima credente che personifica tutta la Chiesa Sposa – e lo stesso Signore Gesù.

Infine, Teresa orienta la contemplazione verso un’interpretazione apostolico-ecclesiale. In ogni epoca la Chiesa affronta sia le difficoltà da parte di chi le è apertamente ostile, sia le fatiche del necessario e costante rinnovamento. E questo diventa anche lo scopo della vita contemplativa delle carmelitane protese alla «salvezza delle anime» e al «sostegno orante dei sacerdoti», in primo luogo i confratelli carmelitani impegnati nell’annuncio del Vangelo.

 

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